Stasera sono un pò contrariata per un fatto molto importante che si è verificato oggi nelle nostre aule parlamentari: mi riferisco all'approvazione del DDL sul testamento biologico approvato oggi in Senato con 150 sì, 123 no e tre astenuti. Non sono una giurista, ed è vero che si tratta di un progetto di legge, ma un paio di cose fondamentali su questo delicatissimo tema mi sono piuttosto chiare: se questo ddl dovesse diventare legge, vorrebbe dire che la volontà del malato, di non essere sottoposto contro la sua volontà, a trattamenti medicali e sanitari, in caso questo paziente non abbia più voce per esprimerla, sarebbe praticamente nulla. E questo perché, anche questa volta, si è verificata la furbata ai danni dei cittadini. Come direbbe Beppe Grillo, eccoti che con una parola (ma in questo caso, piuttosto, uno stralcio di parole) hanno cambiato tutto il concetto. Probabilmente saprete che già c'erano state in Italia diverse proposte provenute da più parti politiche, per colmare il vuoto legislativo sulla questione testamento biologico, sul tema de fine vita, e accanimento teraupeutico.
Ma tra le tante, una cosa doveva essere chiara e trasversale: se si doveva legiferare su questi temi, e stabilire per legge che la volontà del paziente (da oggi le chiamano "Dat - Dichiarazione anticipata di trattamento") doveva essere vincolante per dottori e sanitari, ecco che invece, a sorpresa (ma non tanto), in questo ddl è stata stralciata questa parola: infatti, nel primo comma dell'articolo 4, che, per una modifica in commissione voluta dalla maggioranza, stabiliva che le Dichiarazioni anticipate di trattamento «non sono obbligatorie, ma sono vincolanti», è stata soppressa la seconda parte della dichiarazione, lasciando a intendere che il malato avrà precedentemente ricevuto, nel pieno delle sue facoltà mentali, il cosiddetto consenso informato, tuttavia, il corpo medico chiamato a decidere, avrà facoltà anche di agire in senso contrario, se lo riterrà opportuno: quindi, le volontà del malato potrebbero non essere rispettate.
Recita così, infatti, l'articolo 4 del DDL:
ART. 4 - (Forma e durata della dichiarazione anticipata di trattamento).
1. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono obbligatorie. Sono redatte in forma scritta con atto avente data certa e firma del soggetto interessato maggiorenne, in piena capacita' di intendere e di volere dopo una compiuta e puntuale informazione medico clinica, e sono raccolte esclusivamente dal medico di medicina generale che contestualmente le sottoscrive.
(la fonte è sempre questa). Qui un articolo che spiega tutto bene (certamente meglio di me che non sono una giornalista ^^). Mentre l'altro nodo della questione, che era già stato dibattuto e deciso nella giornata di mercoledì, era quella riguardante idratazione e alimentazione artificiale, che da oggi non si potranno più considerare accanimento terapeutico, bensì un trattamento umano obbligatorio, poiché (sempre citando il DDL) sono da considerarsi sono "forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita." e perciò, esse "non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento."
Avete capito, dunque, l'inganno? Tu, Stato, prima mi fai credere che ti sta a cuore il mio parere, che rispetti il mio volere sulla mia vita e sulla mia pellaccia, dandomi l'illusione che mi basti mettere per iscritto che non voglio essere idratato e alimentato artificialmente nel caso mi trovi in situazioni cliniche irreversibili come quello di Eluana Englaro, come ad esempio lo stato vegetativo persistente, ma poi ammetti che i dottori possono fare come meglio credono, e sopratutto mi imponi il sondino naso gastrico per tenermi in vita (o non vita, secondo la sottoscritta). Allora, quanto veramente conta il volere di un malto in Italia? E quanto è laico il nostro Paese? Più passa il tempo, e più mi convinco che le risposte ad entrambe le domande siano "molto poco". A mio avviso, oggi Eluana è morta per la terza volta, e io ho perso le speranze di avere una legge seria e democratica su questi temi così importanti.



