giovedì 26 marzo 2009

La morte anticipata del testamento biologico

Stasera sono un pò contrariata per un fatto molto importante che si è verificato oggi nelle nostre aule parlamentari: mi riferisco all'approvazione del DDL sul testamento biologico approvato oggi in Senato con 150 sì, 123 no e tre astenuti. Non sono una giurista, ed è vero che si tratta di un progetto di legge, ma un paio di cose fondamentali su questo delicatissimo tema mi sono piuttosto chiare: se questo ddl dovesse diventare legge, vorrebbe dire che la volontà del malato, di non essere sottoposto contro la sua volontà, a trattamenti medicali e sanitari, in caso questo paziente non abbia più voce per esprimerla, sarebbe praticamente nulla. E questo perché, anche questa volta, si è verificata la furbata ai danni dei cittadini. Come direbbe Beppe Grillo, eccoti che con una parola (ma in questo caso, piuttosto, uno stralcio di parole) hanno cambiato tutto il concetto. Probabilmente saprete che già c'erano state in Italia diverse proposte provenute da più parti politiche, per colmare il vuoto legislativo sulla questione testamento biologico, sul tema de fine vita, e accanimento teraupeutico.


Ma tra le tante, una cosa doveva essere chiara e trasversale: se si doveva legiferare su questi temi, e stabilire per legge che la volontà del paziente (da oggi le chiamano "Dat - Dichiarazione anticipata di trattamento") doveva essere vincolante per dottori e sanitari, ecco che invece, a sorpresa (ma non tanto), in questo ddl è stata stralciata questa parola: infatti, nel primo comma dell'articolo 4, che, per una modifica in commissione voluta dalla maggioranza, stabiliva che le Dichiarazioni anticipate di trattamento «non sono obbligatorie, ma sono vincolanti», è stata soppressa la seconda parte della dichiarazione, lasciando a intendere che il malato avrà precedentemente ricevuto, nel pieno delle sue facoltà mentali, il cosiddetto consenso informato, tuttavia, il corpo medico chiamato a decidere, avrà facoltà anche di agire in senso contrario, se lo riterrà opportuno: quindi, le volontà del malato potrebbero non essere rispettate.

Recita così, infatti, l'articolo 4 del DDL:

ART. 4 - (Forma e durata della dichiarazione anticipata di trattamento).

1. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono obbligatorie. Sono redatte in forma scritta con atto avente data certa e firma del soggetto interessato maggiorenne, in piena capacita' di intendere e di volere dopo una compiuta e puntuale informazione medico clinica, e sono raccolte esclusivamente dal medico di medicina generale che contestualmente le sottoscrive.

(la fonte è sempre questa). Qui un articolo che spiega tutto bene (certamente meglio di me che non sono una giornalista ^^). Mentre l'altro nodo della questione, che era già stato dibattuto e deciso nella giornata di mercoledì, era quella riguardante idratazione e alimentazione artificiale, che da oggi non si potranno più considerare accanimento terapeutico, bensì un trattamento umano obbligatorio, poiché (sempre citando il DDL) sono da considerarsi sono "forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita." e perciò, esse "non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento."

Avete capito, dunque, l'inganno? Tu, Stato, prima mi fai credere che ti sta a cuore il mio parere, che rispetti il mio volere sulla mia vita e sulla mia pellaccia, dandomi l'illusione che mi basti mettere per iscritto che non voglio essere idratato e alimentato artificialmente nel caso mi trovi in situazioni cliniche irreversibili come quello di Eluana Englaro, come ad esempio lo stato vegetativo persistente, ma poi ammetti che i dottori possono fare come meglio credono, e sopratutto mi imponi il sondino naso gastrico per tenermi in vita (o non vita, secondo la sottoscritta). Allora, quanto veramente conta il volere di un malto in Italia? E quanto è laico il nostro Paese? Più passa il tempo, e più mi convinco che le risposte ad entrambe le domande siano "molto poco". A mio avviso, oggi Eluana è morta per la terza volta, e io ho perso le speranze di avere una legge seria e democratica su questi temi così importanti. 

lunedì 23 marzo 2009

Un amico è un tesoro. Ma un amico ritrovato.. - Parte II :)

Ricordate che venerdì vi ho parlato dell'amicizia, del suo valore, e vi ho accennato di una mia cara amica che avevo perso di vista? Ebbene, prima di proseguire, vorrei aggiornarvi: ci siamo ribeccate dopo tanti anni grazie ad un noto social network molto in voga di questi tempi, e ci siamo finalmente risentite a voce dopo tutto questo tempo. Voce, e sottolineo voce, perché la ritengo una cosa estremamente importante. Tutti i mezzi per comunicare sono validi, l'importante, certamente, è mantenersi in contatto, però, è inutile negare che il caro vecchio telefono dà ancora qualcosa in più della tastiera del pc, ed è normale sia così: ovviamente potersi incontrare di persona sarebbe ancora meglio, ma provate a immaginare questa situazione. Chiudete per un attimo gli occhi, e focalizzate la vostra attenzione su una persona a cui volete bene, o alla quale ne avete molto voluto e alla quale siete stati legati per un certo tempo; concentratevi con il pensiero su di lei, e provate a sentire quello che ho sentito io: ipotizzate che per varie vicissitudini della vita (succede, quante volte? ^^), un giorno abbiate perso completamente il contatto con questa persona, e che bum! All'improvviso sia uscito dalla vostra vita senza che neanche il tempo di dire "bhè". Provate a immaginare, come vi sentireste? Improvvisamente non sapete più nulla di lei; se è viva, se sta bene, cosa sta passando, che esperienze sta vivendo: gli anni passano inesorabili e non succede nulla: solo sentite il vuoto della mancanza, sapete che è là fuori, da qualche parte, in questo mondo, ma non sapete dove; è come un angelo lontano, potrebbe essere finita ovunque, anche vicino a voi, ma non riuscite più a vederla, non riuscite più ad afferrarla. Nel frattempo passa tanto tempo, troppo. A quel punto non sapete più niente: potrebbe anche essere diventata una persona completamente diversa: sapete e ricorderete per tutta la vita chi era la persona che avete lasciato, sentite il desiderio di reincontrarla, ma nel contempo, temete che possa avvenire il ritrovamento, perché sapete che potreste trovare una persona completamente diversa da quella che conoscevate. Penso che non vi sentireste per niente a vostro agio in questa situazione, è vero? Oltretutto, magari, i sensi di colpa vi tormentano: pensate, è anche colpa mia, in qualche modo, se non ci vediamo più, avrei potuto e avrei dovuto fare di più per non perderci di vista. E questi sentimenti non migliorano le cose. Io mi sono sentita così: mi sono detta, ma in fondo io non so più niente, ho il ricordo di lei vivo come fosse ieri, ma lei nel frattempo è cresciuta, come lo sono io; ho lasciato una ragazzina e oggi ritroverei una donna. La stessa cosa è valsa per la mia amica, certamente: tanti anni fa lasciò un'amica bimba e oggi la ritrova donna, e pure mamma! Bel colpo, eh?

Nelle mie divagazioni mi viene in mente che il buon Antonello Venditti soleva cantare:

"Certi amori non finiscono
fanno dei giri immensi e poi ritornano...
"

Che c'entra, chiederete voi, questa canzone parlava di un amore, e non di un'amicizia; bhè certo, è vero, però a me e alla mia amica è successo esattamente questo; non è buffo? La nostra amicizia sembrava persa, sembrava finita chissà dove, ha fatto un giro incredibile (anche geografico) e poi, tè! Per un soffio incredibile, rieccola qui di nuovo!

Non è più una bambina, la mia amica: è una donna, ora; è cresciuta, si è fatta la sua vita, come io ho mi sono creata la mia, e in un certo senso ora è un'altra persona, ma contemporaneamente è stato bello scoprire che è ancora la stessa, e l'affetto è ancora quello di allora, nonostante tutto. Siamo cresciute separatamente, da quel momento in poi, e di questo rimarrà per sempre il rammarico; probabilmente non si potrà colmare un vuoto lungo 18 anni, ma è bello sapere che la nostra amicizia non è morta: è diversa, oggi, ma c'è, e lei è sempre lì; ha cambiato casa la sua residenza, ma non la sua anima. E questa idea mi basta. 

E tra l'altro, è cominciata finalmente la primavera, le temperature sono in rialzo, e stasera, per la prima volta, il mio cucciolo si è girato di schiena da solo!

Vi lascio con una canzone che amo da sempre, e che voglio dedicare alla mia amica ritrovata; la canzone è tratta da You Tube, ed è la classicissima " Moon River ", tratta da uno dei miei film preferiti di sempre, " Colazione da Tiffany ".

Buona serata e buona vita a tutti voi.




venerdì 20 marzo 2009

Un amico è un tesoro. Ma un amico ritrovato..


Un antico proverbio cita, molto saggiamente: "Chi trova un amico, trova un tesoro"; verissimo. Specialmente oggidì, siamo sinceri: in questo pazzo mondo che scorre via veloce come il vento, dove c'è di tutto e di più, dove ci sono tante belle cose, ma altrettante brutte, quanto è difficile trovare un vero amico? E quanto è difficile, altresì, conservarlo?

È paradossale, nell'era Internet, dei telefoni, delle email, e dei cellulari, eppure, è ancora facile perdersi di vista, a volte, pur volendosi sinceramente bene. Sapete, io di persone ne ho conosciute parecchie, in vari ambiti: dalla scuola, ai posti di lavoro: eppure di amici ne ho pochi, rispetto ad altre persone. Però, come si dice, ho imparato a scegliere con cura le mie amicizie, e a conservare rapporti solo con persone a cui tengo davvero. Ho una cerchia ristretta, ma selezionata ^^.. Ma sono sempre stata socievole e chiacchierina, sin dall'asilo. E le mie migliori amiche risalgono proprio all'infanzia. Eppure, una di loro, per varie vicissitudini della vita, l'ho persa di vista per diversi anni, salvo ritrovarla per caso, proprio grazie a questo strumento incredibile che in un click azzera le distanze. Ora la vita ci sta dando una nuova opportunità di restare in contatto, cosa che spero proprio di porter fare; perciò voglio darvi un consiglio: stringetevi attorno ai vostri amici e non perdeteli mai di vista!

Amica cara, nel caso passassi di qui: questo messaggio lo dedico a te. :) 

giovedì 19 marzo 2009

Domani è un altro giorno..




Eh, ragazzi, come diceva la mitica Rossella O'Hara alla fine di Via col Vento, domani sarà un altro giorno. Oggi è stata una giornataccia: tra pannolini, arrossamenti di culetto, strilli, pianti, rotture impreviste di pc, pulizie ordinarie e straordinarie, sono arrivata a sera che sbadigliavo più io di mio figlio. Eppure, quando sono così stanca, io ho un metodo tutto mio per sentirmi subito meglio: mi corico sul lettone insieme al mio piccolino, e giochiamo insieme; lo guardo nei suoi occhietti dolcissimi, gli faccio il solletico sotto le ascelle, e lui ride, ride, ride come un matto. Ride con la sua boccuccia di rosa e ride con gli occhi. E io nel fare le coccole con lui mi sento subito rinascere. Eh si, forse dico una cosa scontata, e magari chi è genitore oltre a me saprà bene di cosa parlo. Questi adorabili frugoletti sono in grado in pochi minuti di restituirci il buon umore e l'energia. Come cantava Julie Andrews in "Tutti insieme appassionatamente":


"Io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me.."


Vorrei aggiungere ancora tante altre cose, ma... YAWN!!! Buonanotte a tutti! :) ^^

mercoledì 18 marzo 2009

Cul/Kultura in tv...

Ho giusto una ventina di minuti, stasera, prima di dare la pappa a mio figlio, così ne approfitto per parlare un pò della "cultura" (o dovrei dire "kul") o presunta tale che gira nei nostri canali televisivi nazionali. Tanti mi dicono, "eh, ma come fai tu a passar tanto tempo su internet? Io quando ho controllato la posta elettronica, chiudo. Che altro ci devo fare con l'adsl?" Ovviamente rispondo che è vero, io ci passo tanto tempo perché sono un'appassionata di questo strumento di comunicazione, ma non soltanto: dovrei accendere la tv per vedere cosa? In Rai ormai, alla faccia del servizio pubblico e del canone, è tutto un "copia-incolla" sulla falsa riga dei programmi Mediaset; a peggiorare la situazione, ci sono le scialbette ragazzuole di Del Noce, che tutto sembrano saper fare tranne della buona televisione (a questo punto mia mamma sorriderà ricordandosi i vecchi sceneggiati anni '50 della sua giovinezza eheh), e dove tutto sembra fasullo e posticcio, tipo quell'orrenda imitazione di "Forum" che va su rai1 la mattina.. Mediaset, e vabbè.. di certo la cultura non sta tradizionalmente di casa tra le reti del Biscione, ma è pure una tv privata, quindi, ci può stare. Resta il fatto che sono mesi e mesi e mesi, ormai, che vi giuro, trovare un programma che mi interessi e valga la pena è diventato sempre più difficile: si salvano dignitosamente le solite belle trasmissioni di Piero Angela e figlio (es. il sempre più bello "Ulisse") il solito Geo & Geo, e veramente pochissimo altro. Per il resto, ci dobbiamo sorbire "Il Grande Fratello", "La Talpa", "La Fattoria" (miiiiiiiii maròòòòò e come potremmo fare senza la Fattoria??????????), sta roba qua, e le solite facce, sempre le solite, che non cambiano mai. Oggi pomeriggio mentre davo la merenda a mio figlio, per disgrazia era rimasta sintonizzata la tv su "Pomeriggio Cinque", e che cosa ti vedo?????????????? Apriti sesamo! Antonio Zechila!!! (Madonna manco fosse un attore da statuetta!) che spiegava alla D'Urso la sua sulla famosa sceneggiata con Pappalardo ('na roba che ci facciamo prendere per i fondelli da mezza Europa per queste belle scene..); ma non è finita qui: come se non bastasse, la buona Barbara ha pensato bene che fosse molto interessante fare un collegamentino con la casa della mammà del buon "mutanda" (alias Zechila).. insomma che me sono dovuta sentì!! La mammina dire in tv che il suo manzo figliolo dongiovanni non è un boyfriend come tutti pensano..

Mamma mia, ragazzi, ma c'è veramente chi vuol vedere questa roba alla tv? Che pietà.. ma dove se ne sta andando la cultura? Tornerà mai un pò di televisione di buona qualità?

Ai posteri, l'ardua sentenza. Grazie per l'attenzione, e alla prossima. :) ^^

martedì 17 marzo 2009

Era tuo figlio..

L'altra settimana questo blog non l'avevo ancora creato, quindi non potevo ancora pubblicare questo post, ma lo faccio adesso.

Ho seguito un caso alla nota trasmissione "Forum" che mi ha molto colpito, e di cui vorrei annotare qui qualche riflessione, anche se a freddo. Spiego intanto di cosa si trattava:
un giovane uomo, per varie vicissitudini, si era allontanato dalla sua famiglia d'origine, e si era fatto una vita a parte dai genitori; questo è giusto, direte voi, l'indipendenza ecc ecc. Ok, tutto vero, ma quel che è successo dopo ha avuto un risvolto che la famiglia di lui non si aspettava, e cioè, un genero gay che il figlio aveva potuto sposare in Spagna (Paese dove il matrimonio omosessuale è consentito per legge). La cosa, naturalmente, fece scoppiare il putiferio in famiglia,
sopratutto perché a un  certo punto questo giovane è morto, lasciando un marito e una casa di proprietà di quest'ultimo a Milano. Il punto di tutto è che i genitori non hanno accettato la cosa, dicendo che erano rimasti sconvolti perché il figlio avrebbe dovuto condividere con loro questa sua "diversità", senza metterli di fronte al fatto compiuto, e, peggio ancora, da morto. 

Cosa è successo, poi? L'amorosa suocerina che ti ha fatto? Ha ben pensato, con la scusa di non ledere la pubblica sensibilità, di chiudere la cappella di famiglia in cui il figlio è stato sepolto, e di vietarne l'accesso al genero. Non contenta, pretendeva di reimpossessarsi all'istante di tutti i beni materiali di suo figlio.

Da qui, le mie riflessioni in merito. Non credete anche voi che se il figlio si era allontanato senza confidare ai genitori che era gay e che si era sposato con il compagno, un motivo ci sarà stato? Io credo se mio figlio, un domani, se io passassi a rimbombargli la testa ogni giorno che la moto è pericolosa, molto probabilmente, se dovesse avere questa passione, la prima cosa che farà quando avrà dei soldini da parte, sarà quella di comprarsene una senza venirmelo  a dire. La stesa cosa è successa a questo ragazzo: ben sapendo le idee perbeniste e cattoliche dei genitori, sapendo che secondo i suoi genitori, avere un figlio gay sarebbe praticamente stata una disgrazia (ricordate  le dichiarazioni di tempo fa di Albano sui figli gay ?) giustamente, secondo me, non se l'è sentita di andarglielo a raccontare. La cosa brutta di questa storia è che questi genitori non solo discriminano una persona innocente per il suo orientamento sessuale, ma peggio ancora, gli volevano negare il sacrosanto diritto di piangere un suo caro e di lasciargli un fiore al cimitero. Neanche una sua foto voleva lasciargli la suocera! Come se il figlio fosse stato una sua proprietà!

Se questa signora fosse qui, le farei presente senza peli sulla lingua che secondo me ha mancato di rispetto alla memoria di suo figlio, e lo ha ucciso due volte, comportandosi così. Signora cara, un figlio si ama per quello che è! Non dia la colpa alla società, dei disagi che affrontano ogni giorno le persone omosessuali, perché la "società" è composta da tutti noi messi insieme, me e Lei compresa. Un figlio è un dono, e va amato e appoggiato sempre e comunque. Se nostro figlio ha un problema così grave, se si sente discrimanato dagli altri, come potrà sentirsi se vedrà che i primi a discriminarlo sono i suoi genitori?

Queste le mie riflessioni, in breve, dal lato morale della storia. A chi fosse interessato, può rivedere la sentenza e sapere come è andata a finire.

lunedì 16 marzo 2009

Come tutto cominciò, e.. la mia prima poesia per il mio bimbo

Prima di andarmene a ninna (eh si, per una mammina come me che deve saltar su presto al pianto di risveglio del suo cucciolino, è già decisamente tardi..), vorrei lasciarvi due righe sulla mia presenza nel web. Qualcuno dalla foto mi avrà riconosciuta; il mio nick abituale in Rete è "Vale76" (praticamente il mio nome e il mio anno di nascita) e navigo nel web già da qualche anno. Ho imparato a scoprire questo mondo piano piano; confesso che all'inizio navigavo con una demoralizzante arcilenta e scassatissima connessione 56k dell'allora "Libero" (oggi Infostrada - Wind) a non mi ricordo quante lire al minuto.. Vabbè, per farla breve (ho il vizio di dilungarmi ed essere prolissa a volte.. ehm..), era il lontano 2003 e per me, che come unigo svago tecnlogico era la già allora penosa tv normale e satellitare, scoprire Internet è stato qualcosa di grandioso e nello stesso tempo altamente disorientante, perché, in un attimo, pur non essendo un genio della materia, afferravo le enormi potenzialità di questo strumento, sentendomi, però, disorientata. Piano piano, ovviamente, ho cominciato a districarmi, e il mio preziosissimo compagno mi insegnò parecchie cosette (a partire da come si fa una ricerca decente su Google eheh) che mi sono rimaste essenziali negli anni. Col tempo, il Web è diventata per me un'impensata passione, mi si era finalmente aperto un mondo senza limiti! Per me, poi, che amavo le lingue straniere, la possibilità, con un click, di visitare un Paese straniero attraverso i siti, era una cosa meravigliosa, oltre che una bella risorsa tutta moderna per tenere allenate le mie capacità linguistiche. Ho amato talmente tanto questo strumento, che dal 2005 ho deciso di passare dall'altra parte: non più soltanto spettatrice, ma anche "produttrice", in un certo senso. Cosa voglio dire? Che da qualche anno dò alla Rete il mio piccolo contributo "facendo" il mio piccolo pezzettino di Web. Nacque così il mio sito Parole d'Autore (attualmente al suo 4° restyling), in cui racchiudo tutta la mia passione per le fiabe, per le favole, i racconti, e le poesie. Ho anche avuto varie esperienze con i forum per il mio sito (non tutte andate felicemente), e da dicembre abbiamo anche quello, un forumino tutto nuovo per chi le poesie ama anche scriverle e condividerle con gli altri: Il Forum di Paroledautore.net.

Poi lo scorso 21 agosto 2008, il giorno più importante e felice della mia vita.. Sono diventata mamma.. Ovviamente, all'inizio, i ritmi sono stati vertiginosi a dir poco (e benedetti i nonni!! eheh), sia per me che per il mio compagno; ovviamente per una mamma lo è molto di più, quindi per alcuni mesi ho barcollato stravolta tra latte, tette (le mie, ovviamente, eh..) , tettarelle, latte in polvere poi, pannolini, pupù, plin plin, pianti, colichette, strilli, e che dir si voglia. Risultato, come immaginerete facilmente: tempo per le mie passioni quasi zero. Ma poi piano piano ci siamo inquadrati, il mio bimbo ha cominciato ad abituarsi alla vita di fuori della pancia e ai nuovi ritmi, e piano piano sono tornata alle mie attività in Rete (anche se con meno tempo di una volta, s'intende..). E pochissimo tempo fa, sono riuscita anche a mettere per iscritto alcuni versi dedicati a Nicolò, mio figlio, che ora qui vi riporto:

A mio figlio

Quel che di buono ho fatto nella Vita
è tutto lì,
in quei settanta centimetri d'Amore.
A te, mio piccolo fiore delicato,
la mia umile Vita ho consacrato.
Tu, mia opera magnifica,
tu, mia gemma più preziosa,
hai reso la mia Vita meravigliosa.
Io, che guardavo me stessa, 
condannata al nulla, 
ho ritrovato in te, anima mia, 
la via che che era smarrita.
Io ti guardo e mi illumino d'immenso,
se cerco l'Amore,
lo ritrovo nei tuoi occhietti teneri e dolci, 
nei tuoi vagiti deliziosi, nella tua boccuccia di rosa.
Ogni giorno incrocio il tuo sguardo,
mi sperdo nei tuoi vivaci occhietti nocciola,
e mi accorgo, cucciolo mio d'oro,
che sei il dono più stupendo che il Cielo mi ha fatto.

In te, anima mia immensa,
in te, gioia mia infinita, 
ripercorro il mio passato, 
e finalmente in te il mio scopo ho trovato.


Detto questo, scappo a nanna, buona notte!! 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001


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